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Criptovalute con criteri di tassazione ancora da decifrare

Criptovalute e bitcoin, classificabilità e conseguenze tributarie Italy Tax planning and consultancy - Briefings La rapida notarietà e diffusione delle criptovalute dei 27 bitcoin in particolare non è stata seguita da un bitcoin beni e dei servizi regolamentazione dal punto di vista normativo.

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Esse non sono necessariamente collegate a una valuta avente corso legale, ma sono utilizzate come mezzo di scambio o detenute a scopo di investimento e possono essere trasferite, archiviate e negoziate elettronicamente …»[2]. Lo scambio dei predetti codici criptati tra gli utenti, avviene per mezzo di una applicazione software. Per utilizzare le criptovalute, gli utenti devono entrarne in possesso: acquistandoli da altri soggetti in cambio di valuta legale; accettandoli come corrispettivo per la vendita di beni o servizi.

Si tratta, pertanto, di sistema di pagamento decentralizzato, che utilizza una rete di soggetti paritari peer to peer non soggetto bitcoin beni e dei servizi alcuna disciplina regolamentare specifica.

Cosa sono i Bitcoin e le Criptovalute in pratica: definizione e sintesi per i non addetti ai lavori

Seppure le criptovalute rappresentano una galassia piuttosto variegata possono delinearsi taluni tratti comuni e distintivi: sono create da un emittente privato nel caso delle c. Va da subito sottolineato come le valute virtuali si differenziano dalla moneta elettronica per due elementi fondamentali: non rappresentano in forma digitale le comuni valute a corso legale non essendo emesse o garantite da una banca centrale; non hanno corso legale i.

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In assenza di un chiaro inquadramento normativo, è dibattuta la possibilità di qualificare con tutte le relative conseguenze dal punto di vista impositivo le criptovalute quali: valute estere; strumenti finanziari. Comunque solo la minoranza dei Paesi che hanno legiferato in materia, hanno stabilito che il primo momento impositivo coincida con la creazione e non con lo scambio.

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Il momento dello scambio comporta una particolare analisi. Tale assimilazione deriverebbe dalla natura di moneta alternativa a quella tradizionale avente corso legale emessa da una Autorità monetaria, la cui circolazione, quale mezzo di pagamento si fonda sull'accettazione volontaria da parte degli operatori del mercato che ne riconoscono il valore di scambio indipendentemente da un obbligo di legge.

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Si tratterebbe, dunque, di un sistema di pagamento decentralizzato, che utilizza una rete di soggetti paritari peer to peer non soggetto ad alcuna disciplina regolamentare specifica né ad una Autorità centrale che ne governa la stabilità nella circolazione.

Più precisamente, secondo i giudici europei, tali operazioni rientrano tra le operazioni relative a divise, banconote e monete con valore liberatorio Ed in maniera ancora più chiara, nella risposta ad interpello Dre Lombardia 22 gennaion.

Ricordiamo che lo scambio di valuta e quindi anche la criptovaluta non è considerato tassato se effettuato da una persona fisica non per fini speculativi. Si considera effettuato a fini speculativi se si detiene un ammontare in valuta eccede euro Bitcoin beni e dei servizi tassazione del profitto è al 26 per cento, senza deduzione di costi.

Lo stesso codice promozionale per bitcoin comunitario, in materia di antiriciclaggio, ha espressamente escluso che alle criptovalute possa essere riconosciuto lo status giuridico di valuta o moneta, pur potendo essere accattate da persone fisiche o giuridiche come mezzo di scambio[11].

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In altri termini, non essendo universalmente accettate quale mezzo di pagamento non possono essere definite quali moneta. In altri termini, la loro utilizzabilità quale mezzo di scambio solo a fronte di accordo tra le parti rappresenta un discrimine fondamentale che rende non condivisibile tale assimilazione. Al contrario possono essere riconosciute quali meri mezzi di scambio privi di valore monetario, anche in considerazione del fatto che, per espressa previsione normativa[15] i relativi prestatori di servizi vanno qualificati quali operatori non finanziari.

Come per quanto riguarda il c.

Criptovalute con criteri di tassazione ancora da decifrare

Ebbene, appare chiaro che la finalità principale che nella prassi sono andate ad assumere le criptovalute è proprio quella speculativa, che in assenza di un mercato regolamentato, avviene recensione bitcoin coinbase molteplici portali di trading. Tale interpretazione, a parere dello scrivente, ignora totalmente la funzione di prodotto finanziario speculativo che, nella prassi, sono andate via via ad assumere le criptovalute.

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Infatti come evidenziato dal Tar Lazio[22], le operazioni aventi ad oggetto le valute virtuali produrrebbero redditi diversi di natura finanziaria e sarebbero sempre assoggettate alla disciplina del monitoraggio fiscale perché assimilabili ad attività finanziarie estere detenute al di fuori del circuito degli intermediari finanziari residenti in Italia.

Di conseguenza, le plusvalenze[23] derivanti da cessioni a termine o a pronti al superamento delle soglie quantitative di giacenza media normativamente previste genererebbero un reddito diverso di natura finanziaria ex articolo 67, comma 1, lett.

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Tuir con i conseguenti obblighi dichiarativi e di assoggettamento ad imposta sostitutiva.

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